Punti chiave
- Secondo la teoria delle onde di Elliott, i prezzi di mercato si muovono secondo onde ricorrenti, generate dagli operatori che, nel loro insieme, oscillano tra ottimismo e pessimismo.
- Un ciclo completo di Elliott comprende otto onde, suddivise in un movimento di cinque onde nella direzione del trend e uno di tre onde in direzione opposta.
- Un’onda impulsiva si sviluppa in cinque onde nella direzione del trend e l’onda 3 è solitamente la più lunga e la più forte delle cinque.
- Tre regole inderogabili stabiliscono se il conteggio di un’onda impulsiva è valido e la violazione anche di una sola di esse impone di rietichettare le onde.
- Un’onda correttiva si muove in direzione opposta al trend, il più delle volte secondo uno schema ABC a tre onde, come uno zigzag o un flat, mentre un triangolo presenta cinque segmenti contrassegnati dalle lettere da A a E.
- I rapporti di Fibonacci descrivono le lunghezze tipiche delle onde, come nel caso dell’onda 2, che ritraccia dal 50% al 61,8% dell’onda 1.
- Il livello di invalidazione è il prezzo oltre il quale un conteggio delle onde non è più valido, perciò i trader spesso collocano uno stop loss appena oltre tale livello.
- I conteggi delle onde di Elliott sono soggettivi: due analisti possono quindi contare le onde dello stesso grafico in modo diverso e nessuno dei due conteggi consente di prevedere prezzi esatti.
Che cos’è la teoria delle onde di Elliott?
La teoria delle onde di Elliott considera il grafico dei prezzi una rappresentazione della psicologia collettiva. I trader, nel loro insieme, oscillano tra ottimismo e pessimismo e queste variazioni di sentiment lasciano sul grafico una struttura regolare. Quando l’ottimismo aumenta, gli acquirenti spingono il prezzo al rialzo attraverso una successione di onde. Quando il sentiment si raffredda, i venditori riassorbono parte del rialzo prima della spinta successiva.
La teoria si basa su due elementi fondamentali. L’onda impulsiva è il movimento di cinque onde che procede nella direzione del trend, mentre l’onda correttiva è il movimento di tre onde che procede in direzione opposta.
La teoria delle onde di Elliott è nota anche come principio delle onde di Elliott. I trader la applicano ad azioni, forex, materie prime, indici e criptovalute, perché qualsiasi mercato in cui opera un gran numero di partecipanti può mostrare lo stesso schema ondulatorio. La teoria offre un quadro di riferimento per interpretare il mercato e delineare possibili scenari, ma nessun conteggio delle onde può prevedere un prezzo o una data esatti.
Questo schema porta il nome di Elliott perché fu lui a dedicare anni alla sua individuazione sui grafici del mercato azionario.
Chi ha ideato la teoria delle onde di Elliott?
Ralph Nelson Elliott, un contabile statunitense, elaborò la teoria delle onde di Elliott negli anni Trenta, dopo aver studiato decenni di grafici del mercato azionario. Elliott notò che le oscillazioni dei prezzi azionari si ripetevano con forme simili su periodi diversi e pubblicò i risultati delle sue ricerche nel libro The Wave Principle nel 1938. Collegò inoltre la lunghezza delle onde alla successione di Fibonacci, una serie numerica i cui rapporti divennero un elemento centrale dell’analisi delle onde. Elliott sviluppò le proprie idee a partire dalla teoria di Dow, secondo cui i mercati si muovono seguendo grandi tendenze, aggiungendo una struttura dettagliata di onde all’interno di tali tendenze.
La teoria raggiunse un pubblico molto più ampio diversi decenni dopo. Robert Prechter e A. J. Frost scrissero Elliott Wave Principle nel 1978 e Prechter fondò anche Elliott Wave International. Lo schema di Elliott parte da una struttura semplice: il ciclo di otto onde.
Come funziona lo schema delle onde di Elliott?
Lo schema delle onde di Elliott si sviluppa in un ciclo di otto onde, composto da un movimento di cinque onde nella direzione del trend, seguito da un movimento di tre onde in direzione opposta. Il movimento di cinque onde costituisce l’onda impulsiva, mentre quello di tre onde costituisce l’onda correttiva.
La teoria assegna un’etichetta a ogni onda, così che i trader possano individuare la posizione del prezzo all’interno del ciclo.
- I numeri da 1 a 5 identificano le cinque onde dell’onda impulsiva.
- Le onde 1, 3 e 5 spingono il prezzo nella direzione del trend.
- Le onde 2 e 4 ritracciano in direzione opposta al trend prima della spinta successiva.
- Le lettere A, B e C identificano le tre onde dell’onda correttiva.

Ciascuna delle otto onde contiene a sua volta onde più piccole: è questa struttura a incastro che Elliott descrisse attraverso i gradi delle onde.
Gradi delle onde di Elliott e frattali
Le onde di Elliott sono frattali: ogni onda è composta da onde più piccole e fa a sua volta parte di un’onda più grande, su qualsiasi orizzonte temporale. Una singola onda 1 su un grafico giornaliero può scomporsi in un movimento completo di cinque onde su un grafico orario. La stessa onda 1 giornaliera può anche rappresentare soltanto la prima parte di un’onda molto più ampia su un grafico settimanale.
Il grado di un’onda ne indica la scala dimensionale. Elliott individuò nove gradi, dal Grand Supercycle, il più elevato, al Subminuette, il più basso.
| Grado dell’onda | Durata tipica |
|---|---|
| Grand Supercycle | Più secoli |
| Supercycle | Più decenni (circa 40-70 anni) |
| Cycle | Da un anno a diversi anni, talvolta decenni |
| Primary | Da pochi mesi a due anni |
| Intermediate | Da settimane a mesi |
| Minor | Settimane |
| Minute | Giorni |
| Minuette | Ore |
| Subminuette | Minuti |
Le durate riportate nella tabella sono puramente indicative. Elliott definiva ogni grado in base alla forma e alle dimensioni di un’onda rispetto a quelle circostanti, perciò la durata di un’onda di un determinato grado può variare notevolmente da un grafico all’altro.

Definito il quadro generale, il passo successivo consiste nell’esaminare più da vicino la prima metà del ciclo: l’onda impulsiva.
Che cos’è un’onda impulsiva nella teoria delle onde di Elliott?
Nella teoria delle onde di Elliott, un’onda impulsiva è il movimento di cinque onde che procede nella direzione del trend principale. Le onde 1, 3 e 5 fanno avanzare il trend, mentre le onde 2 e 4 sono ritracciamenti in direzione opposta. Molte fonti sulla teoria delle onde di Elliott utilizzano anche il termine onda motrice, che indica la famiglia più ampia comprendente tutte le onde che si muovono nella direzione del trend. Nel resto di questa guida verrà utilizzato il termine onda impulsiva.
All’interno di un’onda impulsiva, le onde 1, 3 e 5 si suddividono ciascuna in cinque onde più piccole, mentre le onde 2 e 4 si suddividono ciascuna in tre onde più piccole. La stessa suddivisione si ripete a ogni grado, mantenendo così la coerenza della struttura frattale. Ciascuna delle cinque onde tende inoltre ad avere un comportamento caratteristico.
Le cinque onde di un’onda impulsiva
Ognuna delle cinque onde di un’onda impulsiva ha una propria personalità tipica, ossia un insieme di notizie, sentiment collettivo e volumi (la quantità scambiata) che solitamente la accompagnano. La tabella illustra le cinque onde in un mercato rialzista. In un mercato ribassista, le stesse caratteristiche si applicano in senso inverso, con le onde 1, 3 e 5 dirette verso il basso.
| Onda | Direzione | Cosa accade di solito | Sentiment e volumi tipici |
|---|---|---|---|
| Onda 1 | Nella direzione del trend | Primo rialzo, raramente evidente all’inizio | Notizie ancora negative, volumi in lieve aumento |
| Onda 2 | In direzione opposta al trend | Ritracciamento spesso profondo, che non supera mai il punto di partenza dell’onda 1 | Ritorno della paura, volumi inferiori a quelli dell’onda 1 |
| Onda 3 | Nella direzione del trend | Solitamente l’onda più lunga e più forte, con ritracciamenti contenuti | Notizie positive, partecipazione diffusa, volumi elevati |
| Onda 4 | In direzione opposta al trend | Spesso laterale e poco profonda, solitamente pari al 38,2% o meno dell’onda 3 | Frustrazione, volumi nettamente inferiori a quelli dell’onda 3 |
| Onda 5 | Nella direzione del trend | Spinta finale verso un nuovo massimo, spesso accompagnata da una divergenza del momentum | Ottimismo elevato, volumi spesso inferiori a quelli dell’onda 3 |
L’onda 3 è solitamente la più lunga e la più forte dell’onda impulsiva, perché a quel punto un’ampia platea di operatori ha riconosciuto il trend e vi prende parte. Spesso l’onda 3 copre la maggiore distanza nel minor tempo, con ritracciamenti soltanto contenuti lungo il percorso.
L’onda 5 è la spinta finale dell’onda impulsiva e presenta spesso una divergenza del momentum. Si parla di divergenza del momentum quando il prezzo segna un nuovo massimo, mentre un indicatore di momentum, come l’indice di forza relativa (RSI), registra un massimo inferiore. Una divergenza del momentum nell’onda 5 suggerisce che gli acquirenti stanno perdendo forza e che l’onda impulsiva potrebbe essere prossima alla conclusione.
I grafici reali raramente corrispondono esattamente allo schema teorico e le due varianti più comuni di un’onda impulsiva sono le estensioni e le diagonali.
Estensioni e diagonali delle onde impulsive
Un’estensione si verifica quando, all’interno di un’onda impulsiva, una delle onde 1, 3 o 5 si allunga molto più delle altre due. Nei mercati azionari e nel forex, l’onda 3 è quella che si estende più spesso.
Una diagonale è un’onda motrice a forma di cuneo, le cui cinque onde sono racchiuse tra due linee di tendenza inclinate. Una diagonale iniziale compare all’inizio di un movimento, nell’onda 1 di un’onda impulsiva o nell’onda A di uno zigzag. Una diagonale finale compare alla fine di un movimento, nell’onda 5 di un’onda impulsiva o nell’onda C di un’onda correttiva, e spesso precede una brusca inversione. Le diagonali appartengono alla famiglia delle onde motrici, insieme alle onde impulsive, e non sono considerate onde correttive. All’interno di una diagonale, l’onda 4 può sovrapporsi all’area di prezzo dell’onda 1, cosa che non è mai consentita in un’onda impulsiva standard.
Per distinguere un’onda impulsiva valida da una non valida, i trader che utilizzano la teoria di Elliott verificano tre regole.
Quali sono le tre regole di un’onda impulsiva?
Nella teoria delle onde di Elliott, le tre regole di un’onda impulsiva sono condizioni inderogabili che ogni conteggio valido deve rispettare.
- L’onda 2 non supera mai il punto di partenza dell’onda 1.
- L’onda 3 non è mai la più corta tra le onde 1, 3 e 5.
- L’onda 4 non si sovrappone all’area di prezzo dell’onda 1.
Se anche una sola delle tre regole viene violata, il conteggio dell’onda impulsiva è errato e le onde devono essere rietichettate. Le diagonali seguono regole proprie e l’onda 4 di una diagonale può sovrapporsi all’area di prezzo dell’onda 1. L’invalidazione del conteggio di un’onda impulsiva non significa che il trend più ampio si sia invertito.

Le linee guida funzionano diversamente dalle regole. Una linea guida descrive ciò che accade spesso in un’onda impulsiva, ma può non essere rispettata senza che il conteggio risulti errato.
- L’alternanza suggerisce che, se l’onda 2 è brusca, l’onda 4 tende a essere laterale, e viceversa.
- La divergenza del momentum compare spesso nell’onda 5, quando il prezzo segna un nuovo massimo ma il momentum non lo conferma.
- I rapporti di Fibonacci descrivono spesso l’ampiezza del movimento di ciascuna onda, anche se il prezzo si discosta frequentemente dai livelli tipici.
Considerare la divergenza del momentum nell’onda 5 come una quarta regola è un errore comune, che porta i trader a scartare conteggi ancora validi. Una volta terminato il movimento di cinque onde dell’onda impulsiva, inizia l’onda correttiva.
Che cos’è un’onda correttiva nella teoria delle onde di Elliott?
Nella teoria delle onde di Elliott, un’onda correttiva è il movimento di tre onde in direzione opposta al trend principale che segue un’onda impulsiva. L’onda correttiva riassorbe parte del movimento dell’onda impulsiva prima che il trend più ampio prosegua. Al proprio grado, un’onda correttiva si sviluppa in gruppi di tre onde e mai di cinque: è questa la distinzione più chiara rispetto a un’onda impulsiva. Le onde correttive sono solitamente più difficili da riconoscere in tempo reale rispetto alle onde impulsive, perché spesso si sovrappongono, si muovono lateralmente e cambiano forma durante la formazione. L’onda correttiva di base presenta tre parti, contrassegnate dalle lettere A, B e C.
Lo schema ABC di un’onda correttiva
Lo schema ABC, chiamato anche correzione ABC, è la struttura correttiva di base a tre onde, con le onde A e C dirette contro il trend e l’onda B che si muove in senso opposto tra le due.
- L’onda A è il primo movimento contro il trend e viene spesso scambiata dai trader per un normale ritracciamento all’interno del trend precedente.
- L’onda B è un recupero parziale nella direzione del trend precedente e può indurre i trader a credere che il trend sia ripreso.
- L’onda C è il segmento finale dell’onda correttiva e di solito supera il punto finale dell’onda A, spesso eguagliandone la lunghezza o raggiungendo una lunghezza pari a 1,618 volte quella dell’onda A.
Lo schema ABC spiega perché le onde correttive colgono di sorpresa così tanti trader. L’onda A sembra un normale ritracciamento, l’onda B sembra la ripresa del trend e soltanto l’onda C rivela che era in corso una correzione più ampia. Una volta terminata l’onda C, la teoria prevede la ripresa del trend principale con una nuova onda impulsiva.
Lo schema ABC può assumere diverse forme.
Schemi correttivi a zigzag, flat e triangolo
I tre principali schemi correttivi della teoria delle onde di Elliott sono lo zigzag, il flat e il triangolo. Uno zigzag è un’onda correttiva marcata che si muove rapidamente contro il trend. Un flat si sviluppa lateralmente e la sua onda B ritorna vicino al punto di partenza dell’onda A. Un triangolo è un intervallo laterale che si restringe, composto da cinque segmenti contrassegnati dalle lettere da A a E, e si forma solitamente nell’onda 4 o nell’onda B.
| Schema | Forma | Onde interne | Caratteristica principale |
|---|---|---|---|
| Zigzag | Movimento marcato contro il trend | 5, 3, 5 | L’onda B è corta, l’onda C supera nettamente il punto finale dell’onda A |
| Flat | Laterale | 3, 3, 5 | L’onda B ritorna vicino al punto di partenza dell’onda A |
| Triangolo | Intervallo laterale che si restringe (o si allarga) | 3, 3, 3, 3, 3 (cinque segmenti da A a E) | Si forma solitamente nell’onda 4 o nell’onda B ed è seguito da un movimento rapido |
| Doppio tre | Due correzioni collegate da un’onda X | W, X, Y | Correzione laterale più prolungata |
| Triplo tre | Tre correzioni collegate da due onde X | W, X, Y, X, Z | Correzione laterale rara e molto prolungata |
La colonna Onde interne indica quante onde più piccole sono contenute in ogni segmento. Uno zigzag con struttura 5, 3, 5 significa che l’onda A contiene cinque onde più piccole, l’onda B ne contiene tre e l’onda C cinque.
Le onde correttive possono anche collegarsi tra loro e formare schemi più prolungati. Un doppio tre collega due correzioni attraverso un’onda X, mentre un triplo tre collega tre correzioni attraverso due onde X.

Per stimare l’ampiezza che ciascuna onda potrebbe raggiungere, i trader che utilizzano la teoria di Elliott ricorrono ai rapporti di Fibonacci.
Come si utilizza Fibonacci con la teoria delle onde di Elliott?
I trader che utilizzano la teoria delle onde di Elliott impiegano i rapporti di Fibonacci per stimare quanto un’onda potrebbe ritracciare o estendersi. Elliott collegò le lunghezze delle onde alla successione di Fibonacci, il cui rapporto fondamentale è il rapporto aureo di 1,618. Anche rapporti come il 38,2%, il 61,8% e il 161,8% derivano dalla stessa successione.
I trader che utilizzano la teoria di Elliott si servono di due strumenti di Fibonacci. Un ritracciamento di Fibonacci misura la profondità potenziale di un ritracciamento e viene quindi tracciato per le onde 2, 4 e B. Un’estensione di Fibonacci misura quanto un’onda potrebbe spingersi oltre quella precedente e viene quindi tracciata per le onde 3, 5 e C.
| Onda | Strumento | Rapporto tipico |
|---|---|---|
| Onda 2 | Ritracciamento di Fibonacci | Dal 50% al 61,8% dell’onda 1, talvolta più profondo (76,4% o 78,6%), mai oltre il 100% |
| Onda 3 | Estensione di Fibonacci | Spesso il 161,8% dell’onda 1, talvolta il 261,8% |
| Onda 4 | Ritracciamento di Fibonacci | Spesso dal 23,6% al 38,2% dell’onda 3, raramente oltre il 50% |
| Onda 5 | Estensione di Fibonacci | Spesso uguale all’onda 1, oppure pari al 61,8% della distanza tra l’inizio dell’onda 1 e la fine dell’onda 3 |
| Onda B | Ritracciamento di Fibonacci | In uno zigzag, spesso dal 38,2% al 61,8% dell’onda A. In un flat, spesso dal 90% al 100% e talvolta oltre il 100% |
| Onda C | Estensione di Fibonacci | Spesso il 100% dell’onda A, talvolta il 161,8% |
Ogni valore della tabella rappresenta un rapporto tipico e spesso il prezzo si ferma prima di un livello di Fibonacci o lo supera. I livelli di Fibonacci sono più utili se considerati come aree da monitorare e, anche quando un livello coincide con il conteggio delle onde, occorre comunque una conferma del prezzo prima di agire.

Combinando la struttura, le tre regole e i rapporti di Fibonacci, la teoria si trasforma in un piano di trading.
Come utilizzare la teoria delle onde di Elliott nel trading con MT4 e MT5
I trader utilizzano la teoria delle onde di Elliott per valutare in quale punto del ciclo si trovi il mercato e pianificare le aree di ingresso, di stop loss e di obiettivo, sempre insieme ad altri strumenti. Un tipico processo basato sulle onde di Elliott si articola in sette passaggi.
- Partire da un timeframe più ampio, come il grafico giornaliero, per individuare il trend principale e il grado delle onde su cui si intende operare.
- Etichettare il conteggio attuale delle onde a partire dall’ultimo massimo o minimo chiaramente riconoscibile, utilizzando i numeri per l’onda impulsiva e le lettere per l’onda correttiva.
- Definire il livello di invalidazione, ossia il prezzo oltre il quale il conteggio non è più valido; nel caso di un conteggio relativo all’onda 2, coincide con il punto di partenza dell’onda 1.
- Segnare i livelli di Fibonacci in corrispondenza dei quali il ritracciamento potrebbe terminare, ad esempio tra il 50% e il 61,8% dell’onda 1 nel caso dell’onda 2.
- Attendere una conferma dal prezzo o da un indicatore come l’RSI prima di agire sulla base del conteggio delle onde.
- Collocare uno stop loss in base al conteggio delle onde e alla propria tolleranza al rischio; per una configurazione sull’onda 3, può trovarsi appena sotto il punto finale dell’onda 2 o appena sotto il punto di partenza dell’onda 1.
- Mantenere un conteggio alternativo nel caso in cui quello principale venga invalidato, così che la violazione di una regola porti a un nuovo piano anziché cogliere di sorpresa.
Il livello di invalidazione offre al trader un punto di uscita chiaro, perché un prezzo oltre tale livello significa che il conteggio non è più valido. I due livelli di stop loss del passaggio 6 hanno significati diversi. Un prezzo inferiore al punto finale dell’onda 2 indica che l’ipotesi della conclusione dell’onda 2 era errata, mentre un prezzo inferiore al punto di partenza dell’onda 1 indica che l’intero conteggio era errato.
Le due configurazioni ricercate più spesso dai trader che utilizzano la teoria di Elliott sono l’onda 3 dopo la conclusione dell’onda 2 e l’onda 5 dopo la conclusione dell’onda 4. I timeframe più brevi presentano più rumore di mercato, perciò i conteggi su questi grafici cambiano più spesso rispetto a quelli sui grafici giornalieri o settimanali.
Sia MT4 sia MT5 consentono di seguire i sette passaggi su un grafico, ma soltanto MT5 dispone di strumenti integrati per le onde di Elliott.
- Cambiare timeframe utilizzando la barra degli strumenti Periodicità in MT5 o la barra degli strumenti Timeframe in MT4, partendo dal grafico giornaliero per individuare il trend principale.
- Etichettare il conteggio delle onde in MT5 con gli strumenti Onda impulsiva e Onda correttiva di Elliott, disponibili nel gruppo di oggetti Elliott del menu Inserisci o nella barra degli strumenti Studi lineari.
- Etichettare il conteggio delle onde in MT4 manualmente, perché MT4 non dispone di uno strumento per le onde di Elliott nel menu Inserisci.
- Tracciare un ritracciamento di Fibonacci su due punti, dall’inizio alla fine dell’onda 1, per visualizzare i livelli del 50% e del 61,8% in corrispondenza dei quali l’onda 2 potrebbe terminare.
- Tracciare un’espansione di Fibonacci su tre punti, l’inizio dell’onda 1, la fine dell’onda 1 e la fine dell’onda 2, per visualizzare i livelli del 100% e del 161,8% per l’onda 3.
- Aggiungere l’indice di forza relativa dalla finestra Navigatore o dal comando Indicatori del menu Inserisci per verificare la presenza di una divergenza del momentum nell’onda 5.
Entrambi gli strumenti di Fibonacci si trovano nel gruppo Fibonacci del menu Inserisci e nella barra degli strumenti Studi lineari di MT4 e MT5.

L’esempio pratico seguente ha finalità esclusivamente illustrative. I numeri tondi sono inventati e non rappresentano un mercato reale né un’idea di trading.
L’onda 1 sale da 100 a 120 e l’onda 2 ritraccia fino a 110, un ritracciamento di Fibonacci pari al 50% dell’onda 1. Un trader che intende operare sull’onda 3 fisserebbe il livello di invalidazione a 100, il punto di partenza dell’onda 1, perché l’onda 2 non può mai oltrepassarlo. Uno stop loss più stretto potrebbe essere collocato appena sotto 110, livello oltre il quale l’ipotesi che l’onda 2 sia terminata risulterebbe errata. Uno stop loss più ampio potrebbe essere collocato appena sotto 100, livello oltre il quale l’intero conteggio risulterebbe errato.
L’onda 3 sale da 110 a 142, con un movimento di 32 punti pari al 160% dell’onda 1, vicino all’estensione di Fibonacci del 161,8%. L’onda 4 ritraccia fino a 134, con un ritracciamento pari al 25% dell’onda 3. Un trader che intende operare sull’onda 5 alzerebbe il livello di invalidazione a 120, il massimo dell’onda 1, perché l’onda 4 non può sovrapporsi all’area di prezzo dell’onda 1.
L’onda 5 sale da 134 a 154, con un movimento di 20 punti uguale a quello dell’onda 1, e una divergenza del momentum vicino a 154 suggerisce che l’onda impulsiva potrebbe essere prossima alla conclusione. Segue l’onda correttiva, con l’onda A che scende a 140, l’onda B che rimbalza a 147 (il 50% dell’onda A) e l’onda C che scende a 133. L’onda C ha la stessa lunghezza dell’onda A, pari a 14 punti, e termina sotto il punto finale dell’onda A.
Nell’esempio sono rispettate tutte e tre le regole. L’onda 2 rimane sopra 100. L’onda 3 è la più lunga delle tre onde che si muovono nella direzione del trend, con 32 punti contro i 20 punti di ciascuna delle onde 1 e 5. L’onda 4 rimane sopra 120. L’onda 2 è profonda e l’onda 4 è poco profonda, in linea con la linea guida dell’alternanza.

Una procedura chiara è utile, ma la teoria presenta anche limiti concreti che ogni trader dovrebbe valutare.
La teoria delle onde di Elliott funziona davvero?
La teoria delle onde di Elliott può aiutare i trader a dare una struttura alle oscillazioni dei prezzi e a delineare possibili scenari, ma da sola non consente di prevedere il mercato in modo affidabile e i risultati dipendono fortemente da chi esegue il conteggio. La teoria presenta quattro limiti principali.
- I conteggi delle onde sono soggettivi: due analisti possono contare le onde dello stesso grafico in modo diverso ed essere entrambi convinti che il proprio conteggio sia corretto.
- I conteggi delle onde sono molto più semplici a posteriori che in tempo reale e gli analisti spesso li ridisegnano dopo che il prezzo si è mosso in senso contrario allo scenario previsto.
- La teoria delle onde di Elliott è complessa per i principianti, perché richiede di apprendere molti schemi, eccezioni e gradi delle onde prima che il conteggio diventi naturale.
- La ricerca di Roy Batchelor e Richard Ramyar, presentata nello studio del 2006 Magic Numbers in the Dow, ha individuato alcuni rapporti di Fibonacci nel Dow Jones Industrial Average, ma con una frequenza non superiore a quella spiegabile dal caso.
I trader riducono il rischio di un conteggio errato in tre modi. Un livello di invalidazione definito prima di ogni operazione indica il punto in cui il conteggio si dimostra errato. Altri strumenti, come l’RSI, i supporti e le resistenze, insieme alla gestione del rischio, impediscono che un singolo conteggio sia l’unico criterio su cui basare un’operazione. I timeframe più ampi, come i grafici giornalieri e settimanali, riducono il rumore che porta i conteggi sui timeframe brevi a cambiare così spesso.
Un trader che considera ogni conteggio come uno dei possibili scenari, affiancandolo a un livello di invalidazione e a uno stop loss, limita i danni quando il conteggio si rivela errato.
Domande frequenti
Si scrive Elliott Wave o Elliot Wave?
La grafia corretta è Elliott Wave, con due t, perché la teoria prende il nome da Ralph Nelson Elliott. Elliot Wave, con una sola t, è un errore di ortografia comune che indica la stessa teoria. Le ricerche di Elliot Wave rimandano alla medesima teoria, con le stesse onde, regole e strutture.
Qual è il timeframe migliore per l’analisi delle onde di Elliott?
Non esiste un unico timeframe migliore per l’analisi delle onde di Elliott. La maggior parte dei trader parte dal grafico settimanale o giornaliero per individuare il trend principale, quindi utilizza il grafico a 4 ore o a 1 ora per etichettare l’onda in corso. I timeframe molto brevi presentano più rumore, perciò i conteggi su questi grafici cambiano più spesso e vengono invalidati più facilmente.
Esiste un indicatore per le onde di Elliott?
Nessun indicatore esegue il conteggio delle onde di Elliott in modo affidabile al posto del trader, ma alcuni strumenti possono essere d’aiuto. L’Elliott Wave Oscillator confronta una media mobile a 5 periodi con una a 34 periodi per evidenziare il momentum. Molti trader utilizzano anche l’RSI per individuare divergenze del momentum nell’onda 5 e gli strumenti di ritracciamento ed estensione di Fibonacci per segnare i relativi livelli. Il conteggio delle onde richiede comunque il giudizio del trader.
Qual è la differenza tra la teoria di Dow e la teoria delle onde di Elliott?
Sia la teoria di Dow sia la teoria delle onde di Elliott considerano i mercati come movimenti che seguono dei trend, ma li descrivono con un diverso livello di dettaglio. La teoria di Dow distingue grandi tendenze primarie, secondarie e minori. La teoria delle onde di Elliott delinea nel dettaglio un movimento di cinque onde e uno di tre onde e utilizza i rapporti di Fibonacci per stimarne le lunghezze. Elliott sviluppò il proprio lavoro a partire dalla teoria di Dow, aggiungendo una struttura alle tendenze da essa descritte.
Qual è il libro migliore per imparare la teoria delle onde di Elliott?
I libri più citati sulla teoria delle onde di Elliott sono The Wave Principle dello stesso Ralph Nelson Elliott, pubblicato nel 1938, ed Elliott Wave Principle (con il sottotitolo Key to Market Behavior) di A. J. Frost e Robert Prechter, pubblicato nel 1978. The Wave Principle presenta la teoria nella formulazione originale di Elliott, mentre il libro di Frost e Prechter l’ha fatta conoscere a un pubblico molto più ampio.
















