Forex oggi: il dollaro USA mantiene le posizioni in attesa dei dati di media rilevanza e della riunione del FOMC

Ecco cosa sapere martedì 27 ottobre:

I mercati adottano un atteggiamento prudente martedì, dopo l’andamento altalenante di lunedì. Il dollaro statunitense (USD) mantiene la propria tenuta nei confronti delle altre valute, nonostante il rendimento del titolo del Tesoro statunitense decennale di riferimento resti sotto il 5%. Il calendario economico statunitense prevede i dati di settembre sugli ordini di beni durevoli e sulle vendite di nuove abitazioni, insieme alle indagini manifatturiere regionali e all’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board per ottobre. Inoltre, nella tarda giornata di martedì prenderà il via la riunione di politica monetaria di due giorni del Federal Open Market Committee (FOMC).

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L’indice del dollaro statunitense ha chiuso in territorio positivo lunedì, ma ha faticato ad acquisire slancio rialzista, poiché i rialzi di Wall Street, in un contesto di calo dei prezzi del petrolio greggio, segnalavano un miglioramento del clima di mercato. Nelle prime ore di martedì, i futures sugli indici azionari statunitensi scambiano in lieve ribasso, mentre l’indice del dollaro statunitense conserva modesti guadagni sopra quota 102,00.

Dopo aver perso circa il 2% lunedì, il prezzo al barile del West Texas Intermediate (WTI) registra un lieve rialzo nella giornata. Secondo quanto riportato da Reuters, nelle prime ore di martedì la coalizione a guida saudita ha dichiarato che le difese aeree hanno intercettato e distrutto quattro droni lanciati dagli Houthi verso la regione meridionale dell’Arabia Saudita.

Andamento del dollaro statunitense questa settimana

La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate nel corso di questa settimana. Il dollaro statunitense ha registrato il maggiore apprezzamento nei confronti del franco svizzero.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD 0,49% 0,33% 0,47% -0,16% 0,27% 0,06% 0,50%
EUR -0,49% -0,18% -0,05% -0,68% -0,30% -0,50% -0,06%
GBP -0,33% 0,18% 0,04% -0,53% -0,12% -0,26% 0,09%
JPY -0,47% 0,05% -0,04% -0,58% -0,26% -0,37% -0,06%
CAD 0,16% 0,68% 0,53% 0,58% 0,36% 0,15% 0,62%
AUD -0,27% 0,30% 0,12% 0,26% -0,36% -0,19% 0,04%
NZD -0,06% 0,50% 0,26% 0,37% -0,15% 0,19% 0,41%
CHF -0,50% 0,06% -0,09% 0,06% -0,62% -0,04% -0,41%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (valuta base)/JPY (valuta quotata).

Fed attesa ferma a ottobre, mentre BNY sposta l’attenzione sui rischi di una stretta a dicembre

Gli strateghi di BNY Markets si allineano alle aspettative prevalenti del mercato, affermando che «in linea con il mercato, non prevediamo un rialzo dei tassi alla riunione del FOMC di ottobre di domani e preferiamo concentrare le nostre aspettative di un’ulteriore stretta sulla riunione di dicembre». Sostengono che, «sulla base dei commenti della Fed e di prospettive d’inflazione stabili, seppur caratterizzate da persistenti pressioni sui prezzi, non riteniamo che all’interno del Comitato prevarrà l’orientamento restrittivo».

La ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha dichiarato martedì che il governo è pronto ad adottare misure decise sul mercato dei cambi, ribadendo che le autorità monitoreranno attentamente i movimenti del mercato con un maggiore senso di urgenza. Dopo essere salito dello 0,4% lunedì, USD/JPY continua ad avanzare e, all’ultima rilevazione, guadagnava lo 0,2% nella giornata a 157,80.

GBP/USD ha perso circa lo 0,3% lunedì, chiudendo in territorio negativo per la seconda seduta consecutiva. La coppia resta sotto pressione nelle prime ore di martedì e scambia sotto 1,3330. Mercoledì, gli operatori di mercato esamineranno attentamente la presentazione della manovra di bilancio di agosto del Regno Unito, che conterrà le previsioni economiche elaborate dall’Office for Budget Responsibility (OBR).

Michael Pfister di Commerzbank avverte che è «improbabile che la prossima manovra di bilancio del Regno Unito, sotto la guida del primo ministro Andy Burnham, porti a progressi significativi», osservando che Burnham ha «recentemente annunciato che cambiamenti sostanziali avverrebbero soltanto dopo un’eventuale rielezione». Tuttavia, Pfister sostiene che «gli operatori di mercato saranno probabilmente sollevati dal fatto che la presentazione della nuova manovra di bilancio stia procedendo in un clima relativamente tranquillo», rafforzando l’idea che la sterlina possa beneficiare di una strategia di comunicazione più misurata in materia di politica di bilancio.

EUR/USD resta sotto pressione ribassista per la quarta seduta consecutiva martedì e scende verso 1,1150 nelle prime ore della sessione europea.

L’oro continua a muoversi lateralmente intorno ai 4.000 dollari nelle prime ore di martedì, dopo aver registrato modesti guadagni lunedì.

AUD/USD ha chiuso in rosso lunedì, ma è riuscito a stabilizzarsi sopra 0,7000. Nelle prime ore della sessione asiatica di mercoledì, i dati australiani sull’indice dei prezzi al consumo (IPC) di settembre potrebbero accentuare la volatilità della coppia.

Domande frequenti sulla propensione al rischio

Nel gergo finanziario, i due termini ampiamente utilizzati «risk-on» e «risk-off» indicano il livello di rischio che gli investitori sono disposti a tollerare nel periodo considerato. In un mercato «risk-on», gli investitori sono ottimisti sul futuro e più propensi ad acquistare attività rischiose. In un mercato «risk-off», gli investitori iniziano a «giocare sul sicuro» perché sono preoccupati per il futuro e acquistano quindi attività meno rischiose, che offrono maggiori certezze di rendimento, anche se relativamente modesto.

In genere, nelle fasi «risk-on» i mercati azionari salgono e anche la maggior parte delle materie prime, ad eccezione dell’oro, acquista valore, beneficiando di prospettive di crescita positive. Le valute dei Paesi che esportano grandi quantità di materie prime si rafforzano grazie all’aumento della domanda e le criptovalute salgono. In un mercato «risk-off», le obbligazioni salgono, soprattutto i titoli di Stato dei principali Paesi, l’oro brilla e le valute rifugio, come lo yen giapponese, il franco svizzero e il dollaro statunitense, ne beneficiano.

Il dollaro australiano (AUD), il dollaro canadese (CAD), il dollaro neozelandese (NZD) e valute minori come il rublo (RUB) e il rand sudafricano (ZAR) tendono tutti ad apprezzarsi nei mercati «risk-on». Questo perché la crescita delle rispettive economie dipende fortemente dalle esportazioni di materie prime, i cui prezzi tendono a salire nelle fasi di propensione al rischio. Ciò avviene perché gli investitori prevedono una maggiore domanda futura di materie prime grazie all’intensificarsi dell’attività economica.

Le principali valute che tendono ad apprezzarsi nelle fasi «risk-off» sono il dollaro statunitense (USD), lo yen giapponese (JPY) e il franco svizzero (CHF). Il dollaro statunitense beneficia del suo ruolo di valuta di riserva mondiale e del fatto che, nei periodi di crisi, gli investitori acquistano titoli di Stato statunitensi, considerati sicuri perché è improbabile che la maggiore economia del mondo risulti insolvente. Lo yen beneficia dell’aumento della domanda di titoli di Stato giapponesi, poiché una quota elevata è detenuta da investitori nazionali, poco propensi a venderli in massa anche durante una crisi. Il franco svizzero si rafforza perché le rigorose leggi bancarie svizzere offrono agli investitori una maggiore protezione del capitale.