Il dollaro neozelandese sale mentre gli operatori scontano futuri rialzi dei tassi della RBNZ

  • NZD/USD è salito dopo la decisione della PBOC di lasciare invariati i tassi di riferimento al 3,00% e al 3,50%.
  • Restano elevate le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della RBNZ in vista degli imminenti e cruciali dati sull’inflazione.
  • La debolezza dell’USD ha sostenuto la coppia, mentre i mercati scommettono su tassi Fed invariati a ottobre.

NZD/USD estende i guadagni per il quarto giorno consecutivo, scambiando intorno a 0,5690 durante la sessione europea di martedì. La coppia si è apprezzata mentre il dollaro neozelandese (NZD) ha mantenuto le perdite dopo l’ultimo annuncio sui tassi di interesse della Banca Popolare Cinese (PBOC). Martedì la banca centrale cinese ha deciso di lasciare invariati i tassi di riferimento sui prestiti, i Loan Prime Rate (LPR), mantenendo quello a un anno al 3,00% e quello a cinque anni al 3,50%.

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I mercati scontano in larga misura un terzo rialzo consecutivo dei tassi la prossima settimana, che porterebbe il tasso di riferimento al 3,00%. Ulteriori aumenti dovrebbero spingere i tassi al 3,75% o oltre il prossimo anno, ben al di sopra della stima del 3,20% della Reserve Bank of New Zealand (RBNZ). La scorsa settimana, il capo economista Paul Conway ha dichiarato che la decisione di fine ottobre restava aperta, aggiungendo che la banca centrale continuava a considerare un aumento del tasso ufficiale di riferimento come la prossima mossa più probabile, pur non avendone ancora deciso la tempistica. Di conseguenza, il prossimo rapporto sull’inflazione sarà cruciale per valutare se sia giustificata un’ulteriore stretta monetaria.

Nel frattempo, la coppia NZD/USD ha guadagnato terreno mentre il dollaro statunitense (USD) ha faticato, in un contesto di crescenti aspettative di mercato che la Fed lasci invariati i tassi di interesse. La scorsa settimana il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha espresso ottimismo sulla tenuta dell’economia statunitense, senza tuttavia fornire indicazioni specifiche sulla tempistica o sulla probabilità di futuri adeguamenti dei tassi.

Secondo lo strumento FedWatch del CME, gli operatori sui futures sui Fed funds si aspettano che la banca centrale mantenga i tassi attuali nella riunione di politica monetaria di ottobre, mentre attribuiscono una probabilità del 93,5% a un rialzo dei tassi a dicembre.

Il rally del dollaro sembra perdere slancio: TD Securities segnala indizi di formazione di un massimo

Secondo TD Securities, «dopo un mese di rialzo ininterrotto, l’USD mostra segnali di formazione di un massimo». Il team sottolinea che la recente impennata del dollaro sembra ora incontrare resistenza, mentre lo slancio si affievolisce.

Domande frequenti sul dollaro neozelandese

Il dollaro neozelandese (NZD), noto anche come Kiwi, è una valuta ampiamente conosciuta e negoziata dagli investitori. Il suo valore è determinato in larga misura dallo stato di salute dell’economia neozelandese e dalla politica della banca centrale del Paese. Vi sono tuttavia alcune peculiarità che possono anch’esse muovere il NZD. L’andamento dell’economia cinese tende a influenzare il Kiwi, poiché la Cina è il principale partner commerciale della Nuova Zelanda. Notizie negative sull’economia cinese implicano probabilmente una riduzione delle esportazioni neozelandesi verso il Paese, penalizzando l’economia e, di conseguenza, la sua valuta. Un altro fattore che influenza il NZD è il prezzo dei prodotti lattiero-caseari, poiché questi rappresentano la principale voce delle esportazioni neozelandesi. Prezzi elevati dei prodotti lattiero-caseari accrescono i ricavi delle esportazioni, contribuendo positivamente all’economia e quindi al NZD.

La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) mira a raggiungere e mantenere un tasso di inflazione compreso tra l’1% e il 3% nel medio termine, con particolare attenzione a mantenerlo vicino al punto intermedio del 2%. A tal fine, la banca stabilisce un livello adeguato dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, la RBNZ aumenta i tassi di interesse per raffreddare l’economia. Questa mossa fa però salire anche i rendimenti obbligazionari, rendendo più interessante per gli investitori investire nel Paese e sostenendo così il NZD. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il NZD. Anche il cosiddetto differenziale dei tassi, ossia il confronto tra i tassi neozelandesi, attuali o attesi, e quelli fissati dalla Fed statunitense, può svolgere un ruolo chiave nei movimenti della coppia NZD/USD.

La pubblicazione dei dati macroeconomici neozelandesi è fondamentale per valutare lo stato dell’economia e può incidere sul valore del dollaro neozelandese (NZD). Un’economia solida, caratterizzata da una crescita sostenuta, bassa disoccupazione e un elevato livello di fiducia, favorisce il NZD. Una crescita economica elevata attira investimenti esteri e può incoraggiare la Reserve Bank of New Zealand ad aumentare i tassi di interesse, se tale solidità economica si accompagna a un’inflazione elevata. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che il NZD si deprezzi.

Il dollaro neozelandese (NZD) tende a rafforzarsi nelle fasi di propensione al rischio, ossia quando gli investitori percepiscono come contenuti i rischi complessivi di mercato e sono ottimisti sulla crescita. Ciò tende a favorire prospettive migliori per le materie prime e per le cosiddette «valute legate alle materie prime», come il Kiwi. Al contrario, il NZD tende a indebolirsi nelle fasi di turbolenza dei mercati o di incertezza economica, poiché gli investitori tendono a vendere le attività più rischiose e a rifugiarsi in beni rifugio più stabili.