Il franco svizzero si indebolisce mentre il dollaro USA mantiene i guadagni sulla scia dell’inflazione alimentata dal petrolio

  • USD/CHF sale grazie al rafforzamento del dollaro USA, mentre il rincaro del petrolio accentua i rischi di inflazione globale.
  • Il FedWatch Tool indica che i mercati scontano una probabilità dell’83,9% di una pausa sui tassi la prossima settimana.
  • Il surplus commerciale della Svizzera si è ridotto a 1,31 miliardi di CHF a settembre, con un’impennata delle importazioni del 24,9%.

USD/CHF recupera terreno dopo le perdite della giornata precedente e scambia intorno a 0,8260 durante la sessione asiatica di mercoledì. La coppia si apprezza poiché il dollaro statunitense (USD) beneficia della domanda di beni rifugio  mentre il rialzo dei prezzi del petrolio alimenta i timori sull’inflazione globale.

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I prezzi del petrolio salgono mentre gli operatori valutano con attenzione i segnali contrastanti sul fronte dei contatti diplomatici tra Stati Uniti (USA) e Iran. Sebbene i negoziati proseguano, il clima di mercato ha risentito degli incontri ad alto livello a Teheran, dove il capo dell’esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, ha incontrato alti esponenti della diplomazia e delle forze armate iraniane per discutere delle relazioni bilaterali e dello stato dei colloqui con Washington. Un diplomatico coinvolto nelle discussioni ha chiarito che, sebbene gli sforzi per risolvere il conflitto siano ancora in corso, le notizie di un imminente accordo definitivo sono premature.

I mercati finanziari valutano attentamente le prossime mosse della Federal Reserve (Fed). Secondo il CME FedWatch Tool, gli operatori scontano attualmente una probabilità dell’83,9% che la Fed mantenga invariati i tassi di interesse la prossima settimana e una probabilità del 90% di un rialzo dei tassi a dicembre. Tuttavia, il presidente della Fed Kevin Warsh ha mantenuto un orientamento neutrale, sottolineando di non voler «anticipare» le decisioni sui tassi di interesse e lasciando i mercati senza un segnale definitivo sulla possibilità che la banca centrale alzi i tassi o li mantenga invariati nella prossima riunione di politica monetaria di ottobre.

Secondo i dati pubblicati martedì dall’Amministrazione federale delle dogane svizzera, il surplus commerciale del Paese si è ridotto sensibilmente a settembre, scendendo a 1,31 miliardi di CHF dai 4,2 miliardi del mese precedente. Si tratta del surplus commerciale più contenuto da novembre 2022, a causa di un’impennata delle importazioni del 24,9% su base mensile, il rialzo più marcato da oltre un anno. Le esportazioni hanno invece registrato un modesto incremento dell’1,5% su base mensile.

USD/CHF mantiene un orientamento ribassista: UOB resta concentrata su 0,8200, mentre 0,8300 limita i rialzi

Gli strategist di UOB Group osservano che l’orientamento ribassista di USD/CHF si è progressivamente rafforzato nelle ultime sedute. Ricordano che venerdì scorso, 16 ottobre, con il cambio a pronti intorno a 0,8280, avevano sottolineato che «lo slancio ribassista si sta rafforzando e, se l’USD chiude sotto 0,8245, potrebbe scendere verso 0,8225». La coppia è successivamente scesa fino a un minimo di 0,8215, inducendoli ad aggiornare la previsione ieri, 19 ottobre, quando il cambio a pronti si trovava vicino a 0,8240, indicando che l’USD «potrebbe scendere ulteriormente fino a 0,8200». Gli strategist di UOB sottolineano che «continueranno a mantenere la stessa visione finché l’USD resterà sotto 0,8300», senza modificare il livello di «forte resistenza» che continua a limitare i rialzi.

Domande frequenti sul franco svizzero

Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È tra le dieci valute più scambiate al mondo, con volumi che superano ampiamente le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra gli altri fattori, dal clima generale di mercato, dallo stato di salute dell’economia del Paese e dagli interventi della Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015, il franco svizzero era ancorato all’euro (EUR). L’ancoraggio è stato rimosso bruscamente, provocando un aumento di oltre il 20% del valore del franco e turbolenze sui mercati. Sebbene l’ancoraggio non sia più in vigore, l’andamento del CHF tende a essere fortemente correlato a quello dell’euro, a causa dell’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina zona euro.

Il franco svizzero (CHF) è considerato un bene rifugio, ovvero una valuta che gli investitori tendono ad acquistare nei periodi di tensione sui mercati. Ciò è dovuto alla reputazione della Svizzera nel mondo: un’economia stabile, un solido settore delle esportazioni, ingenti riserve della banca centrale e una tradizionale politica di neutralità nei conflitti globali rendono la valuta del Paese una scelta valida per gli investitori che cercano riparo dai rischi. Nei periodi turbolenti, il CHF tende a rafforzarsi rispetto ad altre valute considerate più rischiose come investimento.

La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte all’anno, una volta ogni trimestre, con una frequenza inferiore rispetto alle altre principali banche centrali, per decidere la politica monetaria. La banca punta a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Quando l’inflazione supera l’obiettivo o si prevede che lo supererà nel prossimo futuro, la banca cerca di frenare la crescita dei prezzi aumentando il proprio tasso di riferimento. Tassi di interesse più elevati sono generalmente positivi per il franco svizzero (CHF), poiché determinano rendimenti più alti, rendendo il Paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.

La pubblicazione dei dati macroeconomici svizzeri è fondamentale per valutare lo stato dell’economia e può incidere sul valore del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è nel complesso stabile, ma qualsiasi variazione improvvisa della crescita economica, dell’inflazione, del saldo delle partite correnti o delle riserve valutarie della banca centrale può innescare movimenti del CHF. In generale, una crescita economica sostenuta, una bassa disoccupazione e un elevato livello di fiducia favoriscono il CHF. Al contrario, se i dati economici segnalano un indebolimento della dinamica economica, è probabile che il CHF si deprezzi.

Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dallo stato di salute delle vicine economie della zona euro. L’Unione europea nel suo complesso è il principale partner economico della Svizzera e un alleato politico fondamentale; pertanto, la stabilità macroeconomica e della politica monetaria nella zona euro è essenziale per la Svizzera e, di conseguenza, per il franco svizzero (CHF). Data questa dipendenza, alcuni modelli suggeriscono che la correlazione tra l’andamento dell’euro (EUR) e quello del CHF sia superiore al 90%, ossia prossima a una correlazione perfetta.