Previsioni sul prezzo del WTI: sale oltre l’area di 98,50 dollari, con un quadro tecnico rialzista che favorisce ulteriori guadagni

  • Il WTI ritrova slancio rialzista dopo le marcate oscillazioni in entrambe le direzioni degli ultimi due giorni.
  • Le persistenti incertezze geopolitiche sostengono la materia prima e favoriscono i rialzisti.
  • Anche il quadro tecnico favorevole avvalora l’ipotesi di ulteriori rialzi verso i 100,00 dollari.

Il West Texas Intermediate (WTI), il greggio di riferimento statunitense, attira nuovi acquirenti giovedì, salendo in area 98,70 dollari durante la sessione asiatica. La materia prima resta a breve distanza dal livello più alto dal 15 settembre, raggiunto all’inizio di questa settimana, in un contesto di

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I timori di un’ulteriore escalation delle tensioni in Medio Oriente continuano ad alimentare le preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture energetiche e si confermano un fattore chiave a sostegno dell’oro nero. Tra gli ultimi sviluppi, due espatriati sono rimasti uccisi e altri due feriti in un attacco con droni al giacimento petrolifero di Shaybah di Saudi Aramco, nella Provincia Orientale.

Nel frattempo, il New York Times ha riferito che gli Stati Uniti e Israele hanno elaborato piani per una campagna militare breve ma intensa contro l’Iran dopo le elezioni statunitensi di metà mandato. Separatamente, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sottolineato la prontezza del Paese a difendersi, affermando al contempo che Teheran è pronta a dare un’altra possibilità alla diplomazia con gli Stati Uniti.

Dal punto di vista tecnico, i prezzi del greggio si mantengono ben al di sopra della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni sul grafico a 4 ore. Inoltre, il rimbalzo di martedì da un livello di resistenza superato, ora diventato supporto vicino alla soglia dei 95,00 dollari, suggerisce che la tendenza rialzista di breve termine rimane intatta nonostante la recente volatilità, alimentata dai segnali contrastanti sui colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran.

Nel frattempo, l’indice di forza relativa (RSI), intorno a 57, mantiene un’impostazione da neutrale a positiva, mentre l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) resta in territorio negativo, suggerendo che lo slancio rialzista è moderato anziché impulsivo. Tuttavia, il quadro complessivamente favorevole suggerisce che un’eventuale discesa correttiva potrebbe trovare supporto a 95,00 dollari.

Il supporto strutturale si trova in corrispondenza della SMA a 100 periodi, intorno a 92,76 dollari, dove ci si aspetterebbe un ritorno degli acquirenti a dominare il mercato in caso di un ritracciamento più profondo nell’attuale contesto rialzista. Detto questo, una rottura al di sotto di questo supporto cruciale indebolirebbe la struttura rialzista, mentre la tenuta al di sopra di esso lascerebbe aperta la strada a un nuovo tentativo verso la recente area psicologica dei 100 dollari e oltre.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Grafico a 4 ore del WTI

Chart Analysis WTI US OIL

Domande frequenti sul petrolio WTI

Il petrolio WTI è un tipo di petrolio greggio venduto sui mercati internazionali. WTI è l’acronimo di West Texas Intermediate, una delle tre principali tipologie di greggio insieme al Brent e al Dubai. Il WTI viene anche definito «leggero» e «dolce» per via, rispettivamente, della densità e del contenuto di zolfo relativamente bassi. È considerato un petrolio di alta qualità, facile da raffinare. Viene estratto negli Stati Uniti e distribuito attraverso l’hub di Cushing, considerato «il crocevia mondiale degli oleodotti». È un riferimento per il mercato petrolifero e il prezzo del WTI viene citato frequentemente dai media.

Come per tutte le attività finanziarie, domanda e offerta sono i principali fattori che determinano il prezzo del petrolio WTI. La crescita globale può quindi favorire un aumento della domanda, mentre una crescita globale debole può avere l’effetto opposto. Instabilità politica, guerre e sanzioni possono interrompere l’offerta e incidere sui prezzi. Le decisioni dell’OPEC, un gruppo di importanti Paesi produttori di petrolio, rappresentano un altro fattore chiave per l’andamento dei prezzi. Il valore del dollaro statunitense influenza il prezzo del greggio WTI, poiché il petrolio viene scambiato prevalentemente in dollari statunitensi: un dollaro più debole può quindi rendere il petrolio più conveniente e viceversa.

I rapporti settimanali sulle scorte petrolifere pubblicati dall’American Petroleum Institute (API) e dall’Energy Information Agency (EIA) influenzano il prezzo del petrolio WTI. Le variazioni delle scorte riflettono le oscillazioni della domanda e dell’offerta. Se i dati mostrano un calo delle scorte, ciò può indicare un aumento della domanda, spingendo al rialzo il prezzo del petrolio. Scorte più elevate possono riflettere un aumento dell’offerta, esercitando pressioni al ribasso sui prezzi. Il rapporto dell’API viene pubblicato ogni martedì e quello dell’EIA il giorno successivo. I risultati sono generalmente simili, con uno scarto tra loro non superiore all’1% nel 75% dei casi. I dati dell’EIA sono considerati più affidabili, trattandosi di un’agenzia governativa.

L’OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) è un gruppo di 12 nazioni produttrici di petrolio che decidono collettivamente le quote di produzione dei Paesi membri durante riunioni che si tengono due volte l’anno. Le loro decisioni incidono spesso sui prezzi del petrolio WTI. Quando l’OPEC decide di ridurre le quote, può limitare l’offerta, spingendo al rialzo i prezzi del petrolio. Quando l’OPEC aumenta la produzione, si verifica l’effetto opposto. La sigla OPEC+ indica un gruppo allargato che comprende altri dieci Paesi non appartenenti all’OPEC, il più importante dei quali è la Russia.