Il dollaro australiano sale lievemente rispetto al dollaro USA in attesa dei dati preliminari sugli indici PMI statunitensi

  • Il dollaro australiano avanza leggermente rispetto al dollaro statunitense, sostenuto dalla sovraperformance della valuta australiana.
  • Gli investitori si aspettano un nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della RBA.
  • Mercoledì la Fed dovrebbe lasciare invariati i tassi di interesse.

Il dollaro australiano (AUD) scambia in lieve rialzo intorno a 0,7018 rispetto al dollaro statunitense (USD) durante la sessione europea di venerdì. La coppia avanza leggermente grazie alla sovraperformance del dollaro australiano, in un contesto di solide aspettative che la Reserve Bank of Australia (RBA) aumenti nuovamente i tassi di interesse quest’anno.

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Andamento odierno del dollaro australiano

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro australiano (AUD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro australiano ha registrato il maggiore apprezzamento rispetto al franco svizzero.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD 0,17% 0,19% 0,09% -0,04% 0,02% -0,02% 0,43%
EUR -0,17% 0,03% -0,07% -0,20% -0,14% -0,19% 0,26%
GBP -0,19% -0,03% -0,10% -0,21% -0,17% -0,20% 0,23%
JPY -0,09% 0,07% 0,10% -0,12% -0,08% -0,12% 0,34%
CAD 0,04% 0,20% 0,21% 0,12% 0,06% 0,00% 0,46%
AUD -0,02% 0,14% 0,17% 0,08% -0,06% -0,04% 0,40%
NZD 0,02% 0,19% 0,20% 0,12% -0,01% 0,04% 0,45%
CHF -0,43% -0,26% -0,23% -0,34% -0,46% -0,40% -0,45%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base viene selezionata dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata viene selezionata dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro australiano nella colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenta AUD (valuta base)/USD (valuta quotata).

Il dollaro australiano sale: l’avvertimento della RBA accresce l’attenzione sui dati sull’inflazione

Gli analisti di Commerzbank osservano che il dollaro australiano «ha ricevuto ulteriore sostegno da un significativo aumento delle aspettative sui tassi di interesse», con AUD-USD salito al livello più alto da fine settembre dopo le dichiarazioni del vicegovernatore della RBA Andrew Hauser. Hauser ha descritto le prospettive di inflazione come «sensibilmente peggiori» rispetto alle precedenti attese della RBA e ha messo in guardia da un possibile «disancoraggio delle aspettative di inflazione», osservazioni che hanno accresciuto l’attenzione del mercato sui prossimi dati sui prezzi.

Secondo Commerzbank, Hauser ha evidenziato i risultati di alcuni sondaggi secondo cui «una quota crescente di imprese ritiene che un’inflazione del 3-3,5% sia “la nuova normalità”». Considerato che l’obiettivo di inflazione di lungo periodo della RBA è fissato al 2-3%, la banca sostiene che ciò sia «certamente preoccupante», soprattutto perché «l’ultima rilevazione dell’inflazione a media troncata si è attestata al 3,6%, ancora più al di sopra dell’intervallo obiettivo».

Commerzbank sottolinea che questo contesto «rende ancora più importanti i dati sull’inflazione in uscita il 28 ottobre». Nelle previsioni di agosto, la RBA si attendeva già «un calo dell’inflazione complessiva al 3,6% e dell’inflazione a media troncata al 3,3% entro dicembre», e la prossima pubblicazione «dovrebbe almeno fornire indicazioni del fatto che l’inflazione si stia effettivamente muovendo in quella direzione». La banca avverte tuttavia che, se «le pressioni sui prezzi dovessero rimanere altrettanto elevate o addirittura intensificarsi, ciò confermerebbe il recente aumento delle aspettative di un rialzo dei tassi e consoliderebbe il rischio di un nuovo intervento sui tassi alla riunione della RBA del 3 novembre».

Sul fronte del dollaro statunitense, gli investitori attendono i dati preliminari degli indici PMI S&P Global degli Stati Uniti (USA) relativi a ottobre, che saranno pubblicati alle 13:45 GMT. Sia il PMI manifatturiero sia quello dei servizi dovrebbero essere nuovamente aumentati, ma a un ritmo moderato.

Al momento della stesura, l’indice del dollaro statunitense scambia in rialzo dello 0,1%, vicino a 101,75. Il DXY rimbalza dopo essere tornato sul minimo delle ultime tre settimane di 101,44, registrato giovedì.

Guardando ai prossimi appuntamenti, il principale catalizzatore per il dollaro statunitense sarà l’annuncio di politica monetaria della Fed della prossima settimana. La Fed dovrebbe lasciare invariati i tassi di interesse nell’intervallo del 3,75%-4,00%.

Analisi tecnica di AUD/USD

Sul grafico giornaliero, AUD/USD scambia a 0,7019. La coppia si mantiene leggermente al di sopra della media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni, situata a 0,7001, conferendo al quadro di breve termine un’impostazione moderatamente rialzista, mentre il prezzo difende questo supporto dinamico. L’indice di forza relativa (RSI), a 51,5, si colloca appena sopra la linea neutrale, suggerendo una stabilizzazione dello slancio dopo il recente recupero dalla zona di ipervenduto, piuttosto che un vero e proprio rally impulsivo.

Al ribasso, il supporto immediato è individuato in corrispondenza dell’EMA a 20 giorni, intorno a 0,7001, mentre l’area 0,7020/0,7020 funge da livello pivot vicino al prezzo di apertura odierno. La perdita di quest’area indebolirebbe l’impostazione costruttiva e aprirebbe la strada a un consolidamento più profondo. In assenza di chiari livelli tecnici superiori nell’attuale serie di dati, ulteriori guadagni dipenderebbero probabilmente dalla capacità degli acquirenti di continuare a difendere il supporto rappresentato dall’EMA e di spingere la coppia lontano dalla soglia di 0,70, mantenendo intatta la struttura complessiva del recupero.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Indicatore economico

Decisione della Fed sui tassi di interesse

La Fed delibera sulla politica monetaria e decide i tassi di interesse nel corso di otto riunioni programmate ogni anno. Ha un duplice mandato: mantenere l’inflazione al 2% e garantire la piena occupazione. Il principale strumento per raggiungere questi obiettivi è la fissazione dei tassi di interesse, sia quelli applicati ai prestiti alle banche sia quelli a cui le banche si prestano denaro tra loro. Se decide di aumentare i tassi, il dollaro statunitense (USD) tende a rafforzarsi, poiché attira maggiori afflussi di capitali esteri. Se taglia i tassi, il dollaro tende a indebolirsi, poiché i capitali defluiscono verso Paesi che offrono rendimenti più elevati. Se i tassi rimangono invariati, l’attenzione si sposta sul tono del comunicato del Federal Open Market Committee (FOMC) e sul suo orientamento restrittivo, che prospetta tassi di interesse futuri più elevati, oppure accomodante, che prospetta tassi futuri più bassi.

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Prossima pubblicazione: Mer 28 ott 2026 18:00

Frequenza: Irregolare

Consenso: 4%

Precedente: 4%

Fonte:Riserva Federale