
Il peso messicano mantiene la propria tenuta nei confronti del dollaro statunitense martedì, in una giornata con pochi appuntamenti nel calendario economico messicano, mentre gli operatori attendono la pubblicazione dei dati sull’inflazione della prima metà di ottobre. Negli Stati Uniti, i dati sul mercato immobiliare hanno deluso gli investitori e gli sviluppi geopolitici guidano l’andamento delle quotazioni dall’inizio della settimana. USD/MXN scambia a 18,42, invariato.

La valuta emergente ha mantenuto la propria tenuta, nonostante il carry trade abbia iniziato a perdere attrattiva da metà settembre, tra le speculazioni secondo cui il differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Messico si ridurrà da 250 a 200 punti base entro la fine dell’anno.
I mercati monetari avevano scontato una stretta di 23 punti base da parte della Fed, che porterebbe il tasso sui Fed funds nell’intervallo del 4%-4,25%. Nel frattempo, si prevede che la Banca del Messico manterrà invariata la politica monetaria nel 2026 e nel 2027, lasciando il tasso di interesse di riferimento al 6,50%.
La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha dichiarato che un accordo commerciale con gli Stati Uniti è «molto vicino», pur restando alcune questioni da risolvere. Il suo omologo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha affermato che «un ottimo accordo commerciale con il Messico è molto vicino».
La notizia è positiva per il Messico, poiché gli Stati Uniti ne sono il principale partner commerciale e una rapida risoluzione delle questioni commerciali e tariffarie con Washington sostiene il peso messicano. La notizia arriva dopo che il Wall Street Journal (WSJ) aveva rivelato il 15 ottobre che i progressi sui dazi e su un accordo commerciale si erano arrestati.
Tra i prossimi appuntamenti del calendario economico messicano figurano le vendite al dettaglio e il rapporto sull’inflazione della prima metà di ottobre.
Negli Stati Uniti, le vendite di abitazioni con contratti in corso sono crollate del 7,3% a settembre. Questa settimana gli investitori seguiranno le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione per la settimana conclusa il 17 ottobre, le stime preliminari degli indici PMI di S&P Global e la lettura definitiva di ottobre dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.
Sul grafico giornaliero, USD/MXN scambia a 18,4272, estendendo il rialzo al di sopra delle medie mobili semplici raggruppate intorno a 17,4761 e mantenendo un orientamento rialzista nel breve termine. La coppia si è allontanata con decisione dal supporto orizzontale a 16,8866 e si sta avvicinando alla linea di tendenza ribassista di resistenza di più ampio respiro, tracciata dal massimo di 21,0808, suggerendo che la recente sequenza di rotture rimane intatta. L’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a 67,78, si mantiene appena al di sotto della zona di ipercomprato, indicando che lo slancio rialzista è ancora forte, ma esposto a fasi di consolidamento mentre il prezzo si avvicina a quest’area di resistenza di più lungo periodo.
Al ribasso, il supporto immediato si colloca ora in prossimità della tripla media mobile semplice, intorno a 17,48, dove un eventuale ritracciamento potrebbe incontrare una domanda di sostegno prima che entri in gioco il supporto orizzontale più distante a 16,89. Al rialzo, il prossimo ostacolo importante è la linea di tendenza discendente di resistenza che parte da 21,08, che attualmente limita la ripresa più ampia e dovrebbe essere superata con decisione per aprire la strada a un rialzo più esteso di USD/MXN.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
Il peso messicano (MXN) è la valuta più scambiata tra quelle dell’America Latina. Il suo valore è determinato in larga misura dall’andamento dell’economia messicana, dalla politica della banca centrale del Paese, dall’ammontare degli investimenti esteri nel Paese e persino dall’entità delle rimesse inviate dai messicani che vivono all’estero, in particolare negli Stati Uniti. Anche gli sviluppi geopolitici possono influenzare il MXN: ad esempio, il processo di nearshoring, ossia la decisione di alcune imprese di trasferire la capacità produttiva e le catene di approvvigionamento più vicino ai propri Paesi d’origine, è considerato un fattore trainante per la valuta messicana, poiché il Paese è ritenuto un polo manifatturiero chiave nel continente americano. Un altro fattore che influenza il MXN è il prezzo del petrolio, dato che il Messico è un importante esportatore di questa materia prima.
L’obiettivo principale della banca centrale messicana, nota anche come Banxico, è mantenere l’inflazione su livelli bassi e stabili, in corrispondenza o in prossimità dell’obiettivo del 3%, punto centrale di una fascia di tolleranza compresa tra il 2% e il 4%. A tal fine, la banca stabilisce un livello adeguato dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, Banxico cerca di contenerla aumentando i tassi di interesse, rendendo più costoso l’indebitamento per famiglie e imprese e raffreddando così la domanda e l’economia nel suo complesso. Tassi di interesse più elevati sono generalmente positivi per il peso messicano (MXN), poiché comportano rendimenti più alti, rendendo il Paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il MXN.
La pubblicazione dei dati macroeconomici è fondamentale per valutare lo stato dell’economia e può incidere sulla valutazione del peso messicano (MXN). Un’economia messicana solida, caratterizzata da una crescita sostenuta, una bassa disoccupazione e un elevato clima di fiducia, favorisce il MXN. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la Banca del Messico (Banxico) ad aumentare i tassi di interesse, soprattutto se questa solidità si accompagna a un’inflazione elevata. Tuttavia, se i dati economici sono deboli, è probabile che il MXN si deprezzi.
In quanto valuta di un mercato emergente, il peso messicano (MXN) tende a rafforzarsi nelle fasi di propensione al rischio, ossia quando gli investitori ritengono bassi i rischi complessivi di mercato e sono quindi più inclini a effettuare investimenti più rischiosi. Al contrario, il MXN tende a indebolirsi nei periodi di turbolenza dei mercati o di incertezza economica, poiché gli investitori tendono a vendere le attività più rischiose e a rifugiarsi in beni rifugio più stabili.