I prezzi del petrolio arretrano, ma incombe una Fed restrittiva mentre si intensifica la battaglia dell’oro per quota 4.000 dollari!

L’oro ha registrato un lieve rimbalzo lunedì, dopo essere sceso ai minimi dal 20 luglio. A prima vista, si è trattato di un recupero tecnico dopo una discesa in territorio di ipervenduto. A un’analisi più approfondita, l’oro ha temporaneamente ritrovato stabilità grazie all’interazione di diversi fattori: il calo dei prezzi del petrolio, che ha attenuato i timori sull’inflazione, gli acquisti a prezzi convenienti, la cautela negli scambi in attesa della decisione della Federal Reserve e il persistere dei rischi geopolitici in Medio Oriente. Tuttavia, le forze contrapposte che agiscono sull’oro sono chiare: le aspettative di rialzi dei tassi della Fed, la tenuta del dollaro e i rendimenti dei Treasury statunitensi vicini al 5% limitano i guadagni, mentre la domanda di beni rifugio legata ai rischi geopolitici, la ricerca di protezione dall’inflazione e gli acquisti in prossimità della soglia dei 4.000 dollari offrono sostegno. Nel breve termine, è probabile che l’oro oscilli intorno ai 4.000 dollari, in attesa che la decisione della Fed e i dati PCE forniscano nuovi segnali per una direzione più chiara.  

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Due fattori chiave stanno alimentando il rimbalzo dell’oro nel breve termine. In primo luogo, i prezzi del petrolio sono scesi dai massimi da quasi sei mesi. Il raffreddamento delle quotazioni petrolifere ha leggermente attenuato i timori del mercato di un’inflazione fuori controllo, riducendo la pressione che le aspettative di rialzo dei tassi esercitano sui detentori di oro. In secondo luogo, dopo che l’oro è sceso ai minimi da oltre tre mesi, alcuni investitori hanno intravisto opportunità di breve termine intorno ai 3.975 dollari e si sono mostrati disposti a effettuare acquisti prudenti prima della riunione della Fed. Tuttavia, con un’attività di negoziazione contenuta, questo movimento appare più come un rimbalzo di natura difensiva.  

Per l’oro, il calo dei prezzi del petrolio è un’arma a doppio taglio, più che un fattore inequivocabilmente positivo. Nel breve termine, la flessione del petrolio attenua i timori sull’inflazione e riduce le preoccupazioni per rialzi dei tassi più aggressivi da parte della Fed, sostenendo l’oro. Nel medio termine, tuttavia, le quotazioni petrolifere restano vicine ai massimi da sei mesi, mentre il conflitto in Medio Oriente continua a ostacolare il traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz e lo Stretto di Bab el-Mandeb. L’Agenzia internazionale dell’energia ha ribadito di non prevedere un ritorno dei mercati energetici globali alle condizioni precedenti alla guerra con l’Iran prima del 2027. Ciò significa che le pressioni inflazionistiche non sono realmente scomparse. Se le infrastrutture energetiche e di trasporto, come le stazioni di pompaggio degli oleodotti sauditi e l’aeroporto di Riad, dovessero subire nuovi attacchi, oppure se le ostilità tra Stati Uniti e Iran dovessero intensificarsi nuovamente, i prezzi del petrolio potrebbero tornare a impennarsi. I timori sull’inflazione riemergerebbero rapidamente, rafforzando le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed a dicembre.  

Per l’oro, l’effetto degli acquisti di beni rifugio e della domanda di protezione dall’inflazione alimentati dal rincaro del petrolio potrebbe essere più che compensato dall’aumento del costo opportunità dovuto a tassi d’interesse più elevati. Al tempo stesso, sebbene il calo dei prezzi del petrolio attenui l’inflazione, potrebbe anche ridurre l’attrattiva dell’oro come copertura contro di essa. Pertanto, la flessione di breve termine dei prezzi del petrolio sostiene il rimbalzo dell’oro, ma non offre certo agli investitori rialzisti un motivo per abbassare la guardia.  

Analisi di mercato:

La Fed annuncerà la propria decisione sui tassi d’interesse questo mercoledì. I mercati si aspettano in larga misura una pausa dopo il rialzo di settembre, con i futures sui tassi d’interesse che indicano una probabilità di circa il 90% che i tassi restino invariati questa settimana. Tuttavia, gli investitori in oro non dovrebbero interpretare automaticamente una pausa come un segnale positivo, poiché questa sembra più una fase di osservazione che una svolta nella politica monetaria.

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