Il dollaro australiano arretra dai recenti massimi mentre aumentano le probabilità di un rialzo dei tassi della RBA in vista dei dati sull’inflazione al consumo

  • Il dollaro australiano perde lo 0,24% lunedì, ma si mantiene sopra 0,7000 dopo aver toccato un massimo mensile.
  • Le crescenti aspettative di un nuovo rialzo dei tassi di interesse in Australia potrebbero limitare il ribasso del dollaro australiano.
  • Gli investitori attendono i dati sull’inflazione australiana e la decisione di politica monetaria della Federal Reserve in programma mercoledì.

AUD/USD arretra leggermente lunedì e, al momento della stesura, si attesta intorno a 0,7015, in calo dello 0,24% nella giornata. La coppia ripiega dopo aver raggiunto il livello più alto dell’ultimo mese nelle prime ore della seduta, mentre gli investitori adottano un atteggiamento prudente in vista di diversi importanti appuntamenti economici in programma questa settimana.

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Il dollaro australiano (AUD) potrebbe trovare sostegno nelle crescenti aspettative di un nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della Reserve Bank of Australia (RBA) in occasione della prossima riunione di politica monetaria di novembre.

Queste aspettative si sono rafforzate dopo i recenti commenti restrittivi della vicegovernatrice aggiunta della RBA Sarah Hunter, che ha avvertito che l’inflazione non è ancora completamente sotto controllo. Hunter ha indicato che potrebbero essere necessari ulteriori aumenti dei tassi di interesse, soprattutto alla luce del rischio che le pressioni inflazionistiche internazionali si radichino nell’economia australiana.

In questo contesto, gli investitori seguono con attenzione la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) australiano, prevista per mercoledì. Un’inflazione superiore alle attese potrebbe rafforzare le aspettative di un ulteriore inasprimento monetario da parte della RBA, offrendo ulteriore sostegno al dollaro australiano. Al contrario, un rallentamento più marcato delle pressioni sui prezzi potrebbe attenuare le aspettative di rialzo dei tassi e pesare sulla valuta.

Sul fronte statunitense, il dollaro USA (USD) fatica a proseguire il modesto recupero di venerdì, dopo aver toccato un minimo di tre settimane. Il calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi e le speranze di un allentamento delle tensioni in Medio Oriente limitano la domanda di dollari. Tuttavia, le incertezze geopolitiche persistono e potrebbero innescare una nuova domanda di dollari USA come bene rifugio.

L’attenzione del mercato si rivolge anche alla decisione di politica monetaria della Federal Reserve (Fed) di mercoledì, al termine della riunione di due giorni del Federal Open Market Committee (FOMC). Gli investitori esamineranno attentamente le indicazioni della banca centrale sul futuro andamento dei tassi di interesse.

Il calendario economico statunitense resta ricco di appuntamenti: giovedì saranno pubblicati la stima preliminare del prodotto interno lordo (PIL) del terzo trimestre e l’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE), un importante indicatore dell’inflazione attentamente monitorato dalla Fed.

Queste pubblicazioni potrebbero ridefinire le aspettative sul futuro andamento dei tassi di interesse statunitensi e innescare una nuova fase di volatilità su AUD/USD, mentre le prospettive divergenti di politica monetaria in Australia e negli Stati Uniti restano al centro dell’attenzione.

Aumentano le probabilità di un rialzo della RBA: TD segnala una svolta restrittiva e un possibile intervento a novembre

Secondo TD Securities, i mercati avevano «sottostimato il rischio di un ulteriore rialzo», sebbene nelle precedenti analisi, successive alla pubblicazione dei verbali della riunione di settembre della RBA, la banca avesse mantenuto la previsione di nessun ulteriore aumento quest’anno. Al rientro in ufficio, il team di TD ha «ascoltato la conversazione informale del vicegovernatore della scorsa settimana e non ci sono dubbi: i suoi commenti erano restrittivi», segnando un netto cambiamento di tono.

TD sottolinea che «i commenti restrittivi del vicegovernatore della scorsa settimana hanno preceduto i dati sul CPI del terzo trimestre in uscita questa settimana» e che «la tempistica di queste dichiarazioni restrittive è in contrasto con quella dei suoi commenti restrittivi di marzo di quest’anno e dell’inizio del mese scorso, formulati dopo la pubblicazione di dati solidi». Secondo gli analisti, questa sequenza modifica in modo sostanziale il profilo dei rischi di politica monetaria in vista della prossima riunione.

Sul fronte dei dati, TD Securities «prevede che l’inflazione misurata dalla media troncata si attesti allo 0,92% su base trimestrale nel terzo trimestre, al di sopra dello 0,85% previsto dalla banca centrale». Gli analisti osservano che, «in teoria, questo dovrebbe essere sufficiente perché la banca centrale lasci i tassi invariati nella riunione di novembre, considerata la decisione di aumentarli nella riunione di settembre». Tuttavia, a loro avviso, «i commenti del vicegovernatore Hauser riportati sopra aprono alla concreta possibilità che la banca centrale utilizzi le previsioni aggiornate sull’inflazione contenute nel rapporto di politica monetaria di novembre per aumentare i tassi in quella riunione». Di conseguenza, TD conclude che «la probabilità di un rialzo da parte della RBA dovrebbe essere superiore al 60% attualmente scontato dal mercato».

Analisi tecnica di AUD/USD

Chart Analysis AUD/USD


Nel grafico a un’ora, AUD/USD si attesta a 0,7018 e continua a incontrare una moderata resistenza nel breve termine, con il prezzo al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 periodi, a 0,7020, e della barriera orizzontale a 0,7040. La coppia continua a essere scambiata sopra la SMA a 200 periodi, di più lungo termine, a 0,6990, ma l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, vicino a 41, suggerisce un indebolimento dello slancio rialzista e una fase correttiva, mentre la struttura rialzista di fondo rimane intatta.

Al ribasso, un primo supporto si individua a 0,7013, seguito dal supporto orizzontale a 0,6994 e dalla SMA a 200 periodi a 0,6990, che insieme definiscono una zona chiave di domanda da difendere per gli acquirenti. Al rialzo, la resistenza immediata coincide con la SMA a 100 periodi a 0,7020, mentre un ostacolo più forte si trova a 0,7040; una rottura duratura al di sopra di questi livelli attenuerebbe l’attuale pressione di vendita e riaprirebbe la strada a nuovi massimi crescenti sul grafico orario.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

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