
Martedì la coppia GBP/USD scende per il terzo giorno consecutivo, proseguendo il recente arretramento dal massimo dal 16 settembre, toccato la scorsa settimana in area 1,3420. Le quotazioni spot sono scese ai minimi di una settimana nella prima metà della sessione europea e attualmente si attestano intorno a 1,3320, in calo dello 0,15% nella giornata, a fronte di persistenti acquisti di dollari statunitensi (USD).

Il potenziale ribassista sembra tuttavia limitato, poiché gli operatori potrebbero preferire restare alla finestra in vista degli eventi chiave di mercoledì. Il ministro delle Finanze britannico John Healey presenterà la sua prima manovra di bilancio autunnale, sullo sfondo degli ambiziosi piani di spesa del primo ministro Andy Burnham. Seguirà la cruciale decisione della Federal Reserve statunitense (Fed), al termine di una riunione di due giorni, che influenzerà l’andamento dell’USD e darà nuovo impulso alla coppia GBP/USD.
Dal punto di vista tecnico, le quotazioni spot restano moderatamente frenate al rialzo dopo il recente tentativo fallito di consolidarsi sopra la media mobile esponenziale (EMA) a 200 giorni, a 1,3401. La coppia GBP/USD scende verso la zona centrale del recente ritracciamento di Fibonacci, con un supporto immediato al livello del 38,2%, vicino a 1,3311. Nel frattempo, l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) rimane sopra lo zero, con la linea ancora positiva ma in contrazione.
Inoltre, l’indice di forza relativa (RSI) oscilla appena sotto quota 50, segnalando uno slancio in miglioramento ma ancora fragile, all’interno di un quadro strutturale più ampio di segno ribassista. Un ulteriore indebolimento sotto il ritracciamento di Fibonacci del 38,2% esporrebbe quindi il livello del 50,0% a 1,3278 e il più profondo ritracciamento del 61,8% a 1,3244, che insieme delineano una base di consolidamento in caso di arretramenti.
Al rialzo, la prima resistenza si colloca sul ritracciamento del 23,6% a 1,3353, prima dell’EMA a 200 giorni a 1,3401 e del recente massimo relativo intorno a 1,3420. Sarebbe necessaria una chiusura giornaliera sopra questa fascia di resistenze per attenuare l’attuale pressione ribassista e aprire la strada a una ripresa più duratura.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate nel corso di questa settimana. Il dollaro statunitense ha registrato il maggiore rafforzamento nei confronti dell’euro.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | 0,57% | 0,35% | 0,43% | -0,19% | 0,14% | 0,02% | 0,52% | |
| EUR | -0,57% | -0,23% | -0,19% | -0,80% | -0,49% | -0,61% | -0,11% | |
| GBP | -0,35% | 0,23% | -0,02% | -0,57% | -0,26% | -0,32% | 0,09% | |
| JPY | -0,43% | 0,19% | 0,02% | -0,56% | -0,34% | -0,37% | 0,00% | |
| CAD | 0,19% | 0,80% | 0,57% | 0,56% | 0,26% | 0,13% | 0,67% | |
| AUD | -0,14% | 0,49% | 0,26% | 0,34% | -0,26% | -0,11% | 0,18% | |
| NZD | -0,02% | 0,61% | 0,32% | 0,37% | -0,13% | 0,11% | 0,47% | |
| CHF | -0,52% | 0,11% | -0,09% | -0,00% | -0,67% | -0,18% | -0,47% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenta USD (valuta base)/JPY (valuta quotata).