
L’argento (XAG/USD) accentua il forte calo giovedì, perdendo il 5,00% nella giornata e scambiando intorno a 55,05 dollari al momento della stesura, dopo aver toccato il minimo degli ultimi tre mesi a 55,01 dollari. Il metallo prezioso subisce intense pressioni di vendita, poiché i crescenti timori sull’inflazione rafforzano le aspettative che la Federal Reserve (Fed) mantenga i tassi di interesse elevati più a lungo, mentre il recupero del dollaro statunitense (USD) accentua la spinta ribassista.

Il calo dell’argento si inserisce in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che alimentano i timori di possibili interruzioni delle forniture energetiche globali e di nuove pressioni inflazionistiche.
Secondo quanto riportato dal New York Times, gli Stati Uniti (USA) e Israele avrebbero predisposto piani per nuovi attacchi militari contro l’Iran dopo le elezioni statunitensi di metà mandato, che potrebbero prendere di mira le infrastrutture energetiche del Paese.
Nel frattempo, le tensioni tra l’Arabia Saudita e gli Houthi continuano ad aumentare, con segnalazioni di nuovi attacchi al giacimento petrolifero di Shaybah e all’aeroporto internazionale Re Fahd. Il Dipartimento di Stato statunitense ha inoltre ordinato ai dipendenti governativi non essenziali e alle loro famiglie di lasciare l’Arabia Saudita, evidenziando il deterioramento della sicurezza nella regione.
Questi sviluppi spingono al rialzo i prezzi del petrolio, con il greggio West Texas Intermediate (WTI) che rimbalza verso 98,65 dollari, guadagnando quasi il 2% giovedì, dopo essersi avvicinato alla soglia dei 100 dollari.
Il rincaro dell’energia alimenta i timori di un’inflazione persistente, complicando le prospettive della politica monetaria. Le banche centrali potrebbero essere costrette a mantenere i tassi di interesse su livelli restrittivi più a lungo per evitare una nuova accelerazione dei prezzi al consumo.
Questo contesto è particolarmente sfavorevole per l’argento, che non genera interessi. I maggiori costi di finanziamento e gli elevati rendimenti dei titoli di Stato aumentano il costo opportunità di detenere metalli preziosi privi di rendimento, riducendone l’attrattiva rispetto alle attività che fruttano interessi.
Gli investitori rivolgono ora l’attenzione alla riunione di politica monetaria della Fed della prossima settimana. È ampiamente previsto che la banca centrale statunitense lasci invariati i tassi di interesse dopo aver aumentato il costo del denaro di 25 punti base a settembre. Tuttavia, continuano a rafforzarsi le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi a dicembre. Secondo il CME FedWatch Tool, i mercati attribuiscono una probabilità dell’89% a un ulteriore rialzo dei tassi entro la fine dell’anno.
Queste aspettative di una politica monetaria più restrittiva sostengono il dollaro statunitense, rendendo l’argento più costoso per gli investitori che detengono altre valute ed esercitando ulteriori pressioni sul metallo prezioso.
Nel grafico a quattro ore, XAG/USD scambia a 55,17 dollari e mantiene un orientamento ribassista nel breve termine, con il prezzo nettamente al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 periodi, a 59,13 dollari, e della SMA a 200 periodi, a 61,75 dollari. La coppia oscilla appena sopra il supporto orizzontale a 54,77 dollari, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi scivola in territorio di ipervenduto, vicino a 29. Ciò suggerisce una possibile eccessiva estensione del movimento ribassista, ma non invalida ancora la struttura discendente prevalente.
Al rialzo, una prima resistenza si trova a 56,60 dollari, seguita dalla recente barriera orizzontale a 58,00 dollari, mentre la SMA a 100 periodi a 59,13 dollari e quella a 200 periodi a 61,75 dollari rafforzano una più ampia zona di offerta a livelli superiori. Al ribasso, una rottura sotto 54,77 dollari aprirebbe la strada a ulteriori cali, mantenendo intatto l’orientamento ribassista nonostante l’RSI in ipervenduto.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)