Previsioni sul cambio AUD/JPY: si rafforza sopra 110,50, ma le aspettative di un rialzo dei tassi della BoJ limitano i guadagni sotto la SMA a 100 giorni

  • AUD/JPY guadagna terreno e si avvicina a 110,85 nelle prime ore della sessione europea di mercoledì.
  • Secondo un sondaggio Reuters, la BoJ dovrebbe alzare i tassi all’1,50% a dicembre.
  • Il cross mantiene un’impostazione ribassista, con il prezzo al di sotto della cruciale SMA a 100 giorni.
  • La prima barriera al rialzo si colloca a 111,00; il supporto iniziale è individuato a 110,20.

Il cross AUD/JPY scambia in territorio positivo intorno a 110,90 nelle prime ore di contrattazione europee di mercoledì. Tuttavia, il potenziale rialzo del cross potrebbe essere limitato dai commenti restrittivi delle autorità giapponesi.

TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

Il vicegovernatore della Banca del Giappone (BoJ), Ryozo Himino, ha dichiarato mercoledì che l’inflazione di fondo è quasi in linea con l’obiettivo del 2% della banca centrale. Himino ha aggiunto che le condizioni finanziarie rimangono accomodanti.

All’inizio di questa settimana, il governatore della BoJ Kazuo Ueda ha dichiarato che l’inflazione di fondo è vicina all’obiettivo del 2%. Ha inoltre affermato che, se la banca alzerà il tasso di riferimento a breve termine, i tassi di interesse a lungo termine dovrebbero salire gradualmente di pari passo con la politica monetaria. La scorsa settimana, Junko Koeda, membro del consiglio direttivo, ha dichiarato che la banca centrale non dovrebbe diventare eccessivamente cauta nell’alzare i tassi, ai massimi da 31 anni, considerati i significativi rischi al rialzo per l’inflazione.

Secondo la maggioranza degli economisti interpellati in un sondaggio Reuters, la banca centrale giapponese dovrebbe alzare i tassi di interesse all’1,50% a dicembre, dopo gli aumenti di giugno e settembre.

La BoJ segnala progressi sull’inflazione mentre i mercati valutano il rischio di un rialzo a dicembre

Gli analisti di Danske Bank evidenziano il tono più fiducioso del governatore della Banca del Giappone Ueda, che ora ritiene l’inflazione di fondo «piuttosto vicina» all’obiettivo del 2%, indicando nella scarsità di manodopera e nella forte domanda globale legata all’intelligenza artificiale le principali fonti di pressione sui prezzi. Danske Bank osserva che Ueda ha anche avvertito che «non alzare i tassi a un ritmo adeguato potrebbe spingere al rialzo i rendimenti obbligazionari a lungo termine», sottolineando i rischi di una risposta tardiva all’andamento dell’inflazione. In vista della prossima riunione della BoJ, che si concluderà il 30 ottobre 2026, Danske Bank rileva che i mercati si aspettano tassi invariati all’1,25%, ma si concentreranno su eventuali indicazioni che mantengano «aperta la possibilità di un rialzo all’1,5% già a dicembre».

Ueda assume un tono lievemente restrittivo mentre si rafforza la dinamica tra salari e prezzi

FXS Speechtracker assegna al discorso un punteggio di 7/10, leggermente inferiore alla media di Ueda di 7,4/10, ma l’enfasi sull’«inflazione di fondo vicina al 2%» e su una dinamica positiva tra salari e prezzi denota un orientamento moderatamente restrittivo. Ueda sottolinea le pressioni inflazionistiche dal lato della domanda derivanti dalla solida attività economica globale, dagli investimenti interni e dalle esportazioni, insieme alla scarsità di manodopera. Al contempo, avverte che una politica monetaria mal calibrata potrebbe spingere al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi (JGB) a lungo termine, ribadendo la necessità di ancorare l’inflazione di fondo intorno al 2%.

Allo stesso tempo, Ueda ribadisce che l’impostazione di fondo della riduzione degli acquisti obbligazionari rimane invariata e si rifiuta di preannunciare misure di emergenza sul mercato obbligazionario, segnalando un approccio prudente e dipendente dai dati. Il messaggio secondo cui rialzi dei tassi opportunamente calibrati consentirebbero ai tassi a lungo termine di salire «gradualmente», mantenendo condizioni finanziarie accomodanti, sostiene un percorso di normalizzazione controllato. Questo offre un moderato sostegno allo yen, mentre i mercati scontano un graduale abbandono della politica ultra-accomodante.

Chart Analysis AUD/JPY


Analisi tecnica: prevale la prospettiva ribassista di AUD/JPY sotto la SMA a 100 giorni

Sul grafico giornaliero, AUD/JPY mantiene un’impostazione ribassista nel breve periodo, restando al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni. Il prezzo si mantiene sopra la linea mediana delle bande di Bollinger, corrispondente alla SMA a 20 giorni, suggerendo una certa stabilizzazione nel breve termine. L’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a 52,30, indica invece uno slancio da neutro a leggermente positivo, piuttosto che una condizione di ipervenduto.

Al rialzo, la resistenza iniziale si colloca sulla soglia psicologica di 111,00, prima della banda superiore di Bollinger, vicina a 111,25. La barriera più significativa si trova in corrispondenza della SMA a 100 giorni, intorno a 112,10, dove i rialzi dovrebbero incontrare una maggiore pressione di vendita. 

Al ribasso, il supporto immediato è individuato sulla linea mediana delle bande di Bollinger a 110,20. Un’ulteriore estensione ribassista porterebbe al minimo del 16 ottobre a 109,34, seguito dalla banda inferiore di Bollinger intorno a 109,15, qualora i venditori riprendessero il controllo.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’aiuto di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma più specificamente, tra gli altri fattori, dalla politica della Banca del Giappone, dal differenziale tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi e dalla propensione al rischio degli operatori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo della valuta, quindi le sue decisioni sono fondamentali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati valutari, generalmente per ridurre il valore dello yen, pur evitando di farlo spesso per le preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-accomodante della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha causato il deprezzamento dello yen rispetto alle principali altre valute, a causa della crescente divergenza tra la politica della Banca del Giappone e quella delle altre maggiori banche centrali. Più recentemente, il graduale abbandono di questa politica ultra-accomodante ha offerto un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la decisione della BoJ di mantenere una politica monetaria ultra-accomodante ha portato a una crescente divergenza rispetto alle altre banche centrali, in particolare alla Federal Reserve statunitense. Questo ha favorito l’ampliamento del differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali statunitensi e giapponesi, avvantaggiando il dollaro USA rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ del 2024 di abbandonare gradualmente la politica ultra-accomodante, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, sta riducendo questo differenziale.

Lo yen giapponese è spesso considerato un bene rifugio. Ciò significa che, nei periodi di tensione sui mercati, gli investitori sono più propensi a investire nella valuta giapponese per la sua presunta affidabilità e stabilità. Le fasi di turbolenza tendono a rafforzare il valore dello yen rispetto alle altre valute considerate investimenti più rischiosi.

QUOTAZIONI IN DIRETTA

Nome / Simbolo
Grafico
% Variazione / Prezzo
NVDA
Variazione 1 giorno
+2.55%
221.22
ON
Variazione 1 giorno
+0%
0
MSFT
Variazione 1 giorno
-0.67%
532.05
AMZN
Variazione 1 giorno
+0.50%
263.46