
Mercoledì la coppia AUD/USD continua a guadagnare terreno per il quarto giorno consecutivo, prolungando il recupero dai livelli inferiori a 0,6900 toccati la scorsa settimana, i più bassi da inizio luglio. Lo slancio porta le quotazioni spot a un nuovo massimo mensile, intorno all’area di 0,7030, nella prima metà della sessione europea, sostenuto dalle recenti dichiarazioni restrittive dei funzionari della Reserve Bank of Australia (RBA).

Lunedì, infatti, il vicegovernatore aggiunto della RBA Christopher Kent ha dichiarato che vi sono ragionevoli indicazioni di un aumento dei tassi di interesse neutrali sia a livello nazionale sia a livello globale. Inoltre, il vicegovernatore della RBA Andrew Hauser ha avvertito nelle prime ore di oggi che l’inflazione calcolata con la media troncata del terzo trimestre potrebbe risultare superiore alle attese, mantenendo vive le aspettative di un rialzo dei tassi in vista della riunione di politica monetaria del 3 novembre. A ciò si aggiunge il dato sul PIL cinese del terzo trimestre, migliore del previsto, che rappresenta un ulteriore fattore di sostegno per il dollaro australiano (AUD).
Nel frattempo, il dollaro statunitense (USD) fatica ad attrarre acquisti significativi, tra le speranze di colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, il premio per il rischio geopolitico resta rilevante, data l’incertezza sulla crisi in Medio Oriente e sul braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz. Inoltre, la convinzione sempre più diffusa che la Federal Reserve statunitense (Fed) tornerà ad aumentare il costo del denaro a dicembre, a fronte dei timori di un’inflazione alimentata dal petrolio, sostiene il biglietto verde quale bene rifugio. Ciò, tuttavia, frena ben poco il movimento rialzista della coppia AUD/USD.
Questo suggerisce, a sua volta, che la direzione di minor resistenza per le quotazioni spot rimane al rialzo e che eventuali flessioni correttive attireranno probabilmente acquisti. Gli operatori attendono ora la pubblicazione degli indici PMI preliminari a livello globale, prevista per venerdì, anche se l’attenzione resterà concentrata sull’attesissima riunione di due giorni del FOMC, che inizierà martedì prossimo. Inoltre, gli operatori trarranno indicazioni dalla stima preliminare del PIL statunitense del terzo trimestre e dall’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE) degli Stati Uniti, la misura dell’inflazione preferita dalla Fed, entrambi in programma giovedì prossimo.
La coppia AUD/USD si mantiene appena al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni, a 0,7034, e sotto il ritracciamento di Fibonacci del 50,0%, a 0,7064, mantenendo un orientamento ribassista nel breve termine. Le quotazioni spot restano tuttavia frenate da questa fascia di resistenze, costituita dalla SMA e dai successivi livelli di Fibonacci a 0,7104 e 0,7162, il che suggerisce che i rialzi potrebbero incontrare resistenza in prossimità dei livelli citati.
Al ribasso, il supporto immediato si trova in corrispondenza del ritracciamento di Fibonacci del 38,2%, a 0,7024, mentre il livello del 23,6%, a 0,6974, offre sostegno alla recente correzione e un supporto strutturale più profondo si colloca intorno a 0,6893. Finché la coppia AUD/USD rimarrà al di sotto della SMA a 100 giorni, a 0,7034, una rottura sotto 0,7024 aprirebbe la strada verso 0,6974 e potenzialmente 0,6893, mentre i tentativi di recupero
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro australiano (AUD) rispetto alle principali valute elencate questa settimana. Il dollaro australiano ha registrato il maggiore apprezzamento nei confronti dello yen giapponese.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | -0,29% | -0,65% | 0,05% | -0,47% | -0,98% | -0,53% | -0,22% | |
| EUR | 0,29% | -0,33% | 0,37% | -0,11% | -0,62% | -0,21% | 0,10% | |
| GBP | 0,65% | 0,33% | 0,72% | 0,23% | -0,27% | 0,12% | 0,48% | |
| JPY | -0,05% | -0,37% | -0,72% | -0,50% | -1,03% | -0,57% | -0,15% | |
| CAD | 0,47% | 0,11% | -0,23% | 0,50% | -0,53% | -0,03% | 0,29% | |
| AUD | 0,98% | 0,62% | 0,27% | 1,03% | 0,53% | 0,39% | 0,72% | |
| NZD | 0,53% | 0,21% | -0,12% | 0,57% | 0,03% | -0,39% | 0,36% | |
| CHF | 0,22% | -0,10% | -0,48% | 0,15% | -0,29% | -0,72% | -0,36% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro australiano dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà AUD (valuta base)/USD (valuta quotata).